L'osso artificiale nasce con l'intento di ricreare l'articolazione originaria del paziente invalido, il quale non riesce più a compiere i movimenti della vita quotidiana. Esso viene progettato, testato con diverse prove meccaniche e fabbricato in diverse aziende (alcune di esse sono state citate nel post precedente). Durante il corso di biomeccanica tenuto dalla Prof. Bignardi abbiamo effettuato una prova di compressione sul femore proprio come viene effettuate nell'aziende, qui di seguito viene pubblicata la relazione svolta con i miei compagni.
relazione svolta durante il corso di biomeccanica, prove a compressione del femore sollecitato con diversi carichi
Successivamente il luogo in cui viene svolto l'intervento chirurgico per l'impianto protesico è la sala operatoria in cui vigono norme e regole rigide per mantenere alto il livello d'igiene e dove è possibile trovare anche le apparecchiature e gli strumenti chirurgici necessari.
Diverse scienze si occupano dell'osso artificiale, in primis troviamo la biomeccanica e i biomateriali che è la scienza che si occupa della biocompatibilità dei componenti protesici. Molti ingegneri biomedici si sono chiesti quale sia il materiale giusto da utilizzare nel campo della biocompatibilità delle protesi: ceramica o metallo ma ancora oggi non si è arrivata a una conclusione. Poiché l'usura della protesi metallica produce detriti molto dannosi per il corpo umano che non riesce a smaltire mentre la ceramica rende la protesi fragile e quindi a un possibile fallimento precoce. La biomeccanica è quella scienza che studia il comportamento delle strutture non più fisiologiche, perché la protesi prende il posto dell'osso umano, quando sono sottoposte a sollecitazione statiche o dinamiche. Invece una tecnica innovativa che viene ora utilizzata molto è la rigenerazione ossea che viene spiegata molto bene nel link.
I rischi riguardati l'osso artificiale sono molteplici, in primo luogo bisogna tenere conto che per l'impianto protesico è necessario un intervento chirurgico.
Nel primo video viene spiegata (6.18 min) che cosa si intende per mini-invasività, mentre nel secondo video vengono mostrati alcuni spezzoni di un intervento chirurgico femorale di un paziente.
In secondo luogo bisogna tenere conto che le protesi falliscono, poiché dopo alcuni anni non sono più in grado di sostenere il peso stesso del paziente e di essere sollecitate, quindi è necessario sottoporsi a un secondo impianto di revisione, contando di nuovo i rischi di un secondo intervento chirurgico.